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Perchè la lente esterna dell’obiettivo è curva? Ora ve lo spiego

Finora abbiamo visto come una piccola apertura o foro permetta l’accesso diretto della luce per la conseguente formazione di un’immagine visibile. (vedi articolo precedente)

Tutto ciò che fa lo stenoscopio è escludere tutta quella quantità di luce, non necessaria alla creazione dell’immagine. Tuttavia con questa tecnica di base, l’immagine risulterà molto limitata per dimensioni.

Pertanto è necessario, per ottenere immagini più grandi e molto più luminose, adottare un’altra tecnica.

La “luce” è una forma di energia che può essere “piegata”.

La“curvatura” della luce si definisce come fenomeno di rifrazione. Quello che accade quando la luce viene rifratta è una diminuzione della sua velocità iniziale. La velocità della luce dipende dal tipo di materiale che questa attraversa.

Quindi a seconda del tipo di materiale la luce e i raggi o onde da cui è composta vengono diversamente piegati, modificando la loro direzione originaria.

Nella tecnica fotografica digitale sono le lenti della fotocamera a determinare la curvatura dei raggi di luce in ingresso.

Tale piegatura può essere estremamente utile per determinare la direzione dei raggi e quindi migliorare la messa a fuoco finale.

Ci sono due fattori che determinano la “piegatura” della luce da parte delle lenti:

  • l’indice di rifrazione del materiale che indica di quanto la lente “rallenterà” la luce e
  • l’angolo di incidenza. L’angolo d’incidenza determina quanto il grado di curvatura dei raggi di luce sia lontano dall’essere perpendicolare al momento del passaggio attraverso la superficie della lente.

Infatti il grado di curvatura dipende proprio dall’angolo con cui la luce colpisce la lente.

La luce che passa attraverso il centro della lente non verrà curvata, mentre i raggi più esterni rispetto al centro della lente saranno quelli più deviati.

Maggiore è l’angolo, maggiore sarà la curvatura. Per questo motivo una lente grand’angolo ha una forma che permette una maggiore curvatura dei raggi.

Buona lettura, vi anticipo che nel prossimo articolo parleremo di “messa a fuoco”