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Come utilizzare il filtro polarizzatore

Cerchiamo come prima cosa di capire cos’è un filtro polarizzatore.

Un filtro polarizzatore è come dice la parola stessa un filtro che blocca la sua radiazione elettromagnetica a seconda della sua polarizzazione. Viene usato non solo in fotografia, ma anche in altri campi quali stereoscopia, analisi di laboratorio ecc.

Anche delle note marche di occhiali da sole usano lenti polarizzate, ma cerchiamo di capire ora i benefici che si trovano usando un polarizzatore.

Premetto,  la prima volta che ho capito e ho visto in azione questo filtro il giorno dopo l’ho acquistato. Se sei un’amante dei paesaggi il filtro polarizzatore è una cosa che devi avere.

Il filtro polarizzatore abbiamo visto che impedisce il passaggio delle onde luminose riflesse dall’acqua o da altre superfici, grazie a questa proprietà ci permette di restituire trasparenza ad un corso d’acqua illuminato dal sole che altrimenti risulterebbe chiaro a causa della luce riflessa.

Io consiglio l’uso del filtro polarizzatore HOYA Pro 1 Digital Filtrer, potete vedere le sue caratteristiche qui .

Questo filtro è costituito da una montatura girevole che ci permette di trovare la giusta posizione.

Come prima cosa dovete avvitare il filtro sul filetto della lente del vostro obiettivo (prima di comprare il filtro fate attenzione al diametro della vostra lente). Una volta inserito ho fatto varie prove trovando il giusto compromesso fotografando con il sole e a circa 45 gradi ovvero mattina e tardo pomeriggio (poi dipende se siamo in estate o inverno o ad un certo grado di equatore), ho sperimentato che fotografando controluce  l’effetto  non si nota molto, mentre con il sole alle spalle si nota ma è molto debole.

Vi invito a fare le vostre prove poi sono curioso di sapere quello che avete sperimentato anche voi.

Ma veniamo un pò alla parte tecnica, in media con il mio filtro ho notato che per una corretta esposizione bisogna aumentare di 1 stop (rare volte 2 stop) l’esposizione per ottenere un giusto compromesso.

Attenzione quando fotografate in alta montagna il cielo potrebbe risultarvi molto saturo.

Principio di funzionamento e caratteristiche

Due filtri polarizzati sovrapposti

File:Polarization Filter with Clouds German.ogv

Applicazione di un filtro polarizzatore

Il filtro più semplice da realizzare è un filtro dicroico. Esso è composto da lamelle spaziate tra loro dell’ordine della lunghezza d’onda della luce incidente le quali impediscono o smorzano l’oscillazione del campo elettrico della luce non parallela al loro asse di polarizzazione. Altri sistemi sfruttano la birifrangenza e la riflessione e la rifrazione all’angolo di Brewster, come i prismi di NicolGlan-ThompsonGlan-Taylor.

Ad esempio, la riflessione, specialmente per l’acqua e le superfici bagnate, è parzialmente polarizzata, e parte di questa luce riflessa viene bloccata, consentendo ad esempio ad un pescatore di vedere oltre la superficie dell’acqua.

Due filtri polarizzatori sovrapposti e orientati a 90 gradi l’uno rispetto all’altro danno un effetto di quasi totale oscuramento.

Esistono anche altri dispositivi ottici che producono luce polarizzata linearmente, come ad esempio le finestre di Brewster utilizzate nei laser.

Il filtro polarizzatore impedisce il passaggio delle onde luminose riflesse dall’acqua o da altre superfici. Grazie a questa proprietà è possibile restituire la trasparenza ad un corso d’acqua illuminato dal sole, che altrimenti apparirebbe bianco o molto chiaro a causa della riflessione della luce. Allo stesso modo, il cielo viene reso più terso e saturo bloccando la luce riflessa del vapore acqueo presente nell’aria. Per massimizzare l’effetto, si deve inquadrare avendo il sole di lato.

Il filtro vero e proprio è quasi sempre alloggiato all’interno di un supporto girevole che tramite una ghiera permette di orientare a piacimento il piano di polarizzazione per ottenere l’effetto desiderato.

I filtri polarizzati per fotografia sono disponibili di due tipologie:

  • lineare: spesso indicato con la sigla PL
  • circolare: indicato con la sigla C-PL, PL-CIR o CPL

L’effetto in fotografia di questi due tipi di filtro è identico. La differenza tra i due sta nel fatto che il filtro circolare, dopo aver polarizzato la luce selezionando un piano di polarizzazione preferenziale, la depolarizza nuovamente. Questo permette ai sensori autofocus delle moderne macchine fotografiche, sensibili al piano di polarizzazione della luce che li colpisce, di funzionare correttamente.

Anche la luce del cielo è polarizzata, e vengono utilizzati filtri polarizzatori per scurire il colore del cielo senza però aggiungere altri colori agli altri oggetti, o anche nelle fotografie bianco-nero per controllare la riflessione degli oggetti e dell’acqua.

Un altro utilizzo, seppur meno comune, è quello di sovrapporre due filtri polarizzati: facendoli ruotare l’uno rispetto all’altro si ottiene un filtro quasi neutro di intensità regolabile.

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