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camera, oscura, luce

La luce, la camera oscura e lo stenoscopio

Oggi volevo affrontare con voi questo interessante articolo.

Uno degli elementi fondamentali nella creazione di un’immagine all’interno della nostra fotocamera è proprio la luce. In realtà l’immagine è un’illusione data dalla rappresentazione in luce di un oggetto reale.

Proprio la fotocamera digitale, tramite il sensore (ne abbiamo parlato sugli articoli precedenti), trasforma la luce ricevuta in un’immagine visibile ai nostri occhi.

Tuttavia la luce che serve a ricreare ciò che noi vediamo è solo parte della luce presente in realtà nell’ambiente.

L’ingresso della luce è infatti limitato da un foro d’ingresso, di dimensioni variabili, che agisce da “finestra” tra il corpo macchina e l’ambiente esterno.

Il concetto di “camera oscura”

In questo processo, relativo al passaggio della luce, la fotocamera agisce da “camera oscura”.

La “camera oscura” si basa su un concetto secondo il quale se si osserva verso l’interno della camera”, attraverso il foro d’ingresso della luce, velato, sarà possibile vedere l’immagine reale rappresentata come capovolta è molto più piccola.

Le dimensioni ridotte di ciò che è stato catturato come immagine nella “camera oscura”, dipendono proprio dalla limitata quantità di luce che può entrare nel corpo macchina.

Rendendo il “foro” d’ingresso della luce più ampio l’immagine diventerebbe molto più luminosa ma meno definita. Pertanto, un foro di dimensioni ridotti permette di restringere con più precisione l’angolo d’ingresso dei fasci di luce.

Un foro più grande conferisce una maggiore luminosità ma allostesso tempo permette l’ingresso della luce da un’angolazione molto più ampia: pertanto i raggi vicini tra loro andranno a sovrapporsi, creando un effetto di sfocatura nell’immagine finale proiettata.

Lo stenoscopio

Lo stenoscopio (o foro stenopeico) non è altro che una variazione del concetto della camera oscura. Anche in questo caso si tratta ormai di un elemento non più usato nel campo della moderna fotografia digitale.

Lo stenoscopio veniva usato per sostituire l’azione delle lenti attraverso la semplice presenza di un foro per accogliere la luce.

Anche adesso è possibile in alcuni casi “convertire” in questo senso la propria fotocamera sostituendo le lenti proprio con uno stenoscopio.

Lo stenoscopio di puo’ anche costruire, basta applicare un forellino al tappo di protezione del sensore della vostra reflex e come protezione per impedire che entri polvere, potete ingegnarvi con qualsiasi materiale in commercio trasparente.

Per funzionare lo stenoscopio necessita solamente di un ambiente fisico specifico destinato a ricevere la luce (light-proof box) e a proiettare quindi l’immagine capovolta, così come avveniva secondo il principio della camera oscura.

Il vantaggio dell’utilizzo di uno stenoscopio applicato è una superiore profondità di campo.

Vi auguro buone prove a tutti e ci vediamo al prossimo articolo